Duo Canto e Pianoforte - Lyuba Bergamelli e Donato Giupponi
Mercoledì 2 maggio - ISIS Romero di Albino
L’ultima delle tre lezioni concerto previste è dedicata al canto.
Anche questa lezione in verità è decisamente anticonformista e lontana dalle proposte di rito: il repertorio è interamente liederistico, con pezzi brevi, raffinatissimi e ricercati.
L’ascolto di un Mozart pochissimo conosciuto e sorprendente (come quello dell’Abendempfindung an Laura), o della felicissima Mein Stern di Clara Wieck, lascia momenti di grande curiosità negli studenti, che mai si sarebbero aspettati un ascolto di questo tipo per canto e pianoforte.
Ma è con il Solo for Voice di John Cage che la bravissima Lyuba Bergamelli mette in mostra tutto il suo potenziale e la sua maturità (malgrado sia ancora giovanissima) e rimaniamo stupiti pure noi tutti dall’interpretazione - veramente paralizzante - e dal coinvolgimento degli studenti: il linguaggio contemporaneo, quello delle avanguardie più dure, non ha minimamente turbato i giovani studenti, viceversa apparsi a loro agio in un vorticoso mescolio di teatro-prosodia ed effettistica, segno che la globalità avanza pure in tal senso e che le giovani leve risultano essere attrezzate per orientarsi adeguatamente.
CANTO: LYUBA BERGAMELLI
Ljuba Bergamelli, soprano, nata a Bergamo nel 1984, dopo aver conseguito la maturità linguistica ha intrapreso lo studio del canto artistico sotto la guida di Luisa Castellani, con cui tuttora segue stages di musica contemporanea.
Nel 2005 ha conseguito, in qualità di privatista, il compimento inferiore di canto presso il Conservatorio “L. Campiani” di Mantova, sotto la guida di Silvia Lorenzi.
Attualmente frequenta il II anno del Triennio di Musica Vocale da Camera, presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, nella classe della Prof.ssa Daniela Uccello.
In duo con la chitarrista Sara Collodel si è esibita in numerose sedi tra cui: Sala Puccini e I Concerti nel Chiostro (Conservatorio di Milano), Teatro Accademia di Conegliano, Triennale e Palazzo Marino (Milano) e per le Reti Satellitari Sky, affrontando un repertorio che spazia da Mozart a Henze.
Recentemente ha collaborato con il Farben Ensemble di Parma eseguendo un brano del compositore Giovanni Albini.
In trio con Dimitri e Vovka Ashkenazy (clarinetto e pianoforte) ha eseguito i Lieder di Spohr e Kalliwoda per la rassegna “Armonie della Sera” (Bergamo, Sala Piatti).
Il prossimo giugno, interpreterà il ruolo di Criside nel Satyricon di Bruno Maderna con il Divertimento Ensemble di Sandro Gorli, presso il Teatro Binario di Monza.
Programma:
Wolfgang Amadeus Mozart
Abendempfindung an Laura: andante
(canto/pianoforte)
Robert Schumann
Mein Garten op.77 n°2
(canto/pianoforte)
Clara Wieck Schumann
Mein Stern
(canto/pianoforte)
Felix Mendelssohn
Der Blumenstrauß op.47 n°5: grazioso
(canto/pianoforte)
Claude Debussy
Nuit d’étoiles – c.1880 –: allegro
(canto/pianoforte)
John Cage
Solo for Voice
(canto solo)
Note al programma
Wolfgang Amadeus Mozart, 1756-1791
Abendempfindung - andante (canto/pianoforte)
La scuola tedesca ha una fortissima tradizione verso la forma del Lied (breve canzone per canto e pianoforte) e anche Mozart non potè rimanere estraneo ad una tendenza fortemente nazionalistica, così come tutti i grandi compositori del passato, specie di scuola germanica. Il canto – “Sensazioni della sera” – è una elegante espressione delle ultime ore della vita, del presagio, del pianto. Un modo dolcissimo di parlare della morte che appare del tutto naturale, quando... commosso, al fin del viver mio, ti ringrazio di avermi dedicato una lacrima.
Robert Schumann, 1810-1856
Mein Garten op.77 n°2 (canto/pianoforte)
Letteralmente significa ”Il mio giardino“ ed è una metafora della vita, una riflessione di ciò che conti davvero. Si sottolinea come in questo giardino cresca facilmente ogni tipo di pianta, ogni fiore e vegetale, bene e senza difficoltà. L’unica pianta che però non attecchisce è quella della felicità, poiché i semi sono dentro di noi e non si scovano volendo essere altro da noi, o lontano da noi ma accettandosi per quello che siamo.
Clara Wieck Schumann, 1819-1896
Mein Stern (canto/pianoforte)
Clara, moglie di Robert Schumann, fu una delle prime figure femminili ad imporsi al grande pubblico come interprete, come pianista, compositore ed artista. “La mia stella“, descrive l’importanza di sentirsi protetti, condivisi da un vero angelo custode, un amore completo e duraturo… come il suo e come fece lei, per il suo Robert.
Felix Mendelssohn, 1809-1847
Der Blumenstrauß op.47 n°5 - grazioso (canto/pianoforte)
La descrizione di un amore corrisposto, quello che anticamente veniva definito sirventese:io, uomo, servo; tu, mia signora, padrona dei sentimenti, che attendo che ben presto dichiari per la felicità di entrambi. “Il mazzo di fiori”, sottolinea l’esito felice di una relazione.
Claude Debussy, 1862-1918
Nuit d’étoiles - c.1880 - allegro (canto/pianoforte)
“Notte stellata“ è la versione impressionista e raffinatissima dell’amore visto in chiave dolorosa. L’antico virelai francese (lamento, causato dall’abbandono dell’amata) viene ripreso e nobilitato da un uso sapiente delle sonorità.
John Cage, 1912-1992
Solo for Voice (canto solo)
Figura fra le più innovative del tempo, fu per breve tempo allievo di Schoenberg, dal quale si allontanò presto, perché attratto da una concezione della musica che comprendeva accanto al suono, con pari importanza, il silenzio (puntillismo) ed il rumore (futurismo). Il brano è costruito sull’alea (dal latino: dado, cioè affidato al caso; le decisioni dell’interprete sono fortuite e in parte non prevedibili): il rigo musicale è segnato da segni e parole, che non indicano né ritmi, né altezze, né dinamiche, ma solo effettistica. L’esecutore è responsabile e controllato, con alle spalle un lavoro accurato, di ricerca, che precede l’esecuzione proposta e ciò che si vuole ottenere. E’ un assolo breve e brillante, capace di rendere molto chiaramente le nuove tendenze progressiste del linguaggio di Cage, rivoluzionario e spesso dissacratorio.
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