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Lezioni concerto
Anno 2008
 

Duo Sax e Pianoforte - Joe La Viola e Donato Giupponi
Mercoledì 5 marzo - ISIS Romero di Albino

La scelta è chiara ed è molto invitante: sarà una lezione totalmente diversa, non come al solito musica classica, ma è di jazz che si parla e sarà con uno specialista, sarà con Joe La Viola, eclettico musicista, colossale saxofonista ed espertissimo animale da palcoscenico.

Penso che non ci saranno mezze misure dato che se è dura la classica, non è da meno far passare il jazz... dunque o piacerà tanto (ma proprio tanto) o questo genere annoierà.

Un mondo senz’altro lontanissimo dal quello dei miei oltre 140 studenti, accalcati per l’occasione in Aula Magna.

L’amico Joe è salito da noi di volata (dopo quasi 15 anni che non lo sentivo è bastata una sola telefonata ed è stato subito… sì, certo che vengo! Ah, la forza della musica!), ma non è stato possibile fare diversamente che non nella sola prima ora di lezione.

Comincia tenero il Joe e le mie provocazioni cascano male:  “Dai, spiegaci cos’è il jazz e che significa improvvisare” e ancora: “E armonie aperte, anzi open, come dici sempre te???” E invece nulla da fare, il Joe non raccoglie, non ne vuole sapere, mi liquida con un: “Suoniamo che è meglio”.
Ma io non mollo, mi dico: “Ok, abbiamo suonato i Beatles (un bel sentire) e con una chiarissima improvvisazione, ma devo approfittare di uno specialista del settore, dobbiamo cavarci qualcosa"

E arriviamo al secondo pezzo, lo Swing  "All of  me", ma la situazione non cambia: “Che vuol dire swingare?” Risposta: “E' un ritmo un po’… swing! Cioè… te lo suono"
E via, con una strampalata delle sue!

Le ragazze cacciano sguardi, occhioni sgranati, e mi pare di sentirle: “Eravamo già abituate ad uno un po’ fuori, ma questo è anche peggio!”

E poi d’un tratto, improvvisa come le nostre esecuzioni, imprevedibili come tutto quanto non è scritto e che di conseguenza non può essere letto, ecco che il Joe attacca a parlare sul serio.

“La pronuncia è quella  la strada, è quello il fondamento del Jazz: pensare di suonare una scala come nella classica è priva di carattere per una musica come il jazz, mentre invece, modificando le pronunce, cambiando i fiati e gli accenti, si passa dal rock, al soul, dalle ballade, al jazz/waltsz". E sotto con gli esempi…

Dopo l’esecuzione di "Stellina", dolcissima e calda, ecco i riferimenti alla struttura: "E' un classico A B A, c’è una ripresa, la forma qui è chiarissima" alla faccia dell’improvvisazione.

E ora non la smette più: si spiega che è un delirio, si capisce e ci si fa capire... Intanto i minuti scorrono e penso che non riusciremo a suonare "Sospiro", una delle proposte del trittico del Joe, ma ce la si fa e pensiamo sia stata una grandissima lezione, di livello e da ricordare e il Joe mi raccomanda di rivederci, di risentirci.

Niente male Jupp! E per giunta col saxofonista di Zucchero, della Pausini, della Bertè…
E poi io non ho mai fatto Jazz!
“Ma che musica è?”
“Non saprei, anzi non lo so proprio...non ne ho la più pallida idea, ma suona bene”
“Mmm, se non sai cos’è, allora... è Jazz!”

SAX: JOE LA VIOLA
Dopo essersi diplomato in oboe presso il conservatorio "Gaetano Donizetti" di Bergamo, inizia a farsi apprezzare in ambito classico dove, con la formazione a lui più congeniale, in duo con il pianista Umberto Finazzi svolge un'intensa attività concertistica, partecipando, tra gli altri, nel 1983 alla rassegna "Scopriamoli insieme" organizzata dal Centro Culturale San Bartolomeo di Bergamo e vincendo nel 1985 il Concorso Internazionale di Stresa. Si avvicina al C.D.P.M. e si dedica allo studio del saxofono prima sotto la guida di Marco Gotti, Mike Rosen e poi di Giulio Visibelli. Con Claudio Angeleri approfondisce lo studio dell'armonia e della musica d'insieme. Ha collabarato con la Big Band Musikè di Gazzaniga (BG) partecipando al festival Jazz di Clusone (1996), del gruppo La Viola Fugazza, con il quale ha prodotto quattro album World Music, SAGI RAI BAND, AREA 51, Frigeni La Viola duo e dell'ottetto di Sandro Cerino "Assaxination" con il quale ha partecipato a "Umbria Jazz" nel 1991, al Festival Mondiale del Saxofono nel 1992, inciso un disco nel 1995 Sandro Cerino Action Quartet "Dove Portano i campi di fianco alle Autostrade". Ha collaborato con musicisti di fama internazionale tra i quali: Cico Cicognani, Gian Luigi Trovesi, Rudy Migliardi, Sandro Cerino, Michael Rosen, James Thompson, Arthur Miles, Riccardo Fioravanti, Giampiero Prina, Vittorio Marinoni, Giorgio Di Tullio, Umberto Marcandalli, Fabrizio Frigeni, Davide Rossi, Luca Scansani, Emiliano Bassi, Matteo Bassi, Eugenio Mori, Giovanni Fugazza. Recentissima  (2007) l’ uscita del secondo disco del Gruppo Malaavia “Vibrazioni Liquide” di cui ha arrangiato tutti i brani e Suonato Flauti celtici e Sax Soprano e Alto.

Programma:

John Lennon, 1940-1980
Speculazioni sopra la celebre canzone: Imagine, adagio, ritmato
(sax/pianoforte)

Seymour Simons/Gerald Marks, Anni '50-'55,
Medium Swing: All of  me, moderato, più mosso
(sax/pianoforte)

Joe La Viola, 1964
Trittico del Joe: Funcky: Space Dance, Ballade: Stellina, Jazz Waltsz: Sospiro (sax/pianoforte)

Note al programma

John Lennon, 1940-1980
Speculazioni sopra Imagine (sax/pianoforte)

La celeberrima canzone dei Beatles (correva l’anno ’65), oggi universalmente considerato inno alla pace, viene presa come pretesto per spunti Jazzati ed improvvisazioni. Uno dei più significativi motivi di interesse di questo genere musicale (il Jazz, appunto) è da ricercarsi nella assoluta mancanza di punti fermi.
”Ma che musica è?”. “Non saprei, anzi non lo so proprio, non ne ho la più pallida idea, ma suona bene”. “Mmm, se non sai cos’è, allora è Jazz!”: così veniva definito in gergo dalle prime culture afro-americane.
La composizione viene presentata in modo riconoscibile (si sente chiaramente il motivo di "Imagine"), per poi lasciare largo spazio alla ritmica, via via sempre più ricca, rapida e coinvolgente, con riferimenti al motivo tradizionale sempre più  brevi: è evidente l’invenzione estemporanea e dialogante fra i due esecutori.

Seymour Simons/Gerald Marks, Anni ‘50-’55
Medium Swing: All of  me (sax/pianoforte)

Per gli appassionati e conoscitori del genere questa è una fra le canzoni più fortunate e famose degli Anni ’50. Le armonie molto calde e ricchissime sostengono una melodia orecchiabile, prima proposta dal piano solista in un tempo comodo, per poi rianimarsi ed accendersi con l’ingresso del sax, che prima la conferma, ma al ritmo dichiarato (cioè medium swing, che vorrebbe dire un allegretto, ma più ritmato, più swingato appunto) e poi la libera in un gioco di variazioni continue.

Joe La Viola, 1964
Trittico del Joe - Funcky:  Space Dance (sax/pianoforte)

Il Funcky è un genere musicale caratterizzato da un particolare ritmo, sempre uguale, oggi per definirlo diremmo: che martello! Il pianoforte presenta questo elemento base come un ostinato, schematico, ma che si presta al movimento e ad arricchimenti successivi. Ma è il sax il vero protagonista, che ricama e apre a continue implicazioni a proseguire. In gergo, quando si eseguono al pianoforte delle armonie che non danno mai un senso di conclusione, ma viceversa di continuità del discorso musicale, si dice che sono aperte, più nello specifico ”open” appunto.

Ballade: Stellina (sax/pianoforte)
Splendida “Ballata” (con esplicita dedica) dal largo respiro melodico, retta da gusto e momenti di dialogo serrato: la letteratura musicale è piena di motivi dolci e raffinati, ma le ballate di certi generi, in particolare quelle jazzistiche o rockeggianti, rimangono insuperabili per qualità ed originalità.

Jazz Waltsz: Sospiro (saxofono/pianoforte)
Quante volte pensando al Valzer ci vengono in mente il “ballo liscio”, oppure certi (rispettabilissimi) gruppi della Romagna o giù di lì.. più raramente quelli di J. Strauss ma solo perché esiste il concerto di Capodanno. Ebbene, il Jazz Waltsz è tutto da scoprire, una miscela di ballabilità (è ternario come ogni valzer che si rispetti) e clima da Colonna Sonora. Penso sia un bel modo di avvicinarsi al Jazz.

 
     
   
 
 
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