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Lezioni concerto
Anno 2010
 

Pianoforte - Donato Giupponi
Lunedì 31 maggio 2010 - I.S.I.S. Romero di Albino, Sala Audiovisivi

PIANOFORTE: DONATO GIUPPONI
Diplomatosi in Pianoforte (1987), in Musica Corale e Direzione di Coro (1998) ed in Organo e Composizione Organistica (2001), ha successivamente approfondito lo studio dell’Analisi Musicale e della Composizione (1998), con Gabriele Rota, lavorando specialmente ad elaborazioni corali sperimentali, o ad inediti, con particolare attenzione per l’ambito pedagogico-didattico. Si perfeziona, partecipando a Masterclass di Pianoforte e Musica da Camera, con didatti e concertisti di fama internazionale fra cui Marek Jablonski (1987) e Rinaldo Rossi (1988/1996).
Attivissimo, sia come concertista (al pianoforte, o all’organo), - con Giovanni La Viola (sax), Andrea Magni (basso tuba), Riccardo Crotti (contrabbasso), Augusto Balestra (pianoforte), Giuseppe Riccucci (tromba), Luca Bodini (tenore), ecc. - che come collaboratore artistico - con Roberto Chiozza (clavicembalo), Fausto Caporali (organo), Raffaele Bertolini (clarinetto), Rita Scarsi (soprano),  Livia Bertagnolli (direttore di coro), Fabrizio Frigeni (chitarra), …
Tiene regolarmente concerti in Italia e all’Estero ed ha partecipato ad importanti stagioni, fra cui il Camminare la Terra di Alba (CN), i Pomeriggi Musicali di Rimini, le Elevazioni del Convento a Rivoli (TO), le Serate Musicali del Teatro alle Grazie a Bergamo, il Festival de Musique et de Dance de la Vallée de Munster  in Alsazia (FRA), i Giovedì in Concerto dello Spazio COOP di Milano, il  Festival Internazionale di Stella-Cilento (SA), la Rassegna Cameristica Rozzano in Musica (MI).
Si dedica anche alla Direzione di Coro (1999) e - alla guida di vari progetti, per lo più giovanili - svolge instancabile attività in Italia e all’ Estero (Cremona, Verona, Francia, Bolzano, Svizzera, Polonia, Croazia,…), supportata all’occorrenza da professori d’orchestra e collaborazioni specialistiche.
Ha svolto tirocinio sulla Musica Corale, all’International Study Tour al Lido di Jesolo (VE, 2005) e a Lignano Sabbiadoro (UD, 2006), con Alessandro Cadario, Dario Tabbia, Jonathan Rathbone, Matthias Becker, Ira Spaulding, …
Si è distinto in numerosi Concorsi (in qualità di pianista, direttore di coro, didatta, docente, …) ed ha collaborato per varie emittenti televisive e radiofoniche fra cui RAITRE.
Attualmente è titolare (2000) della cattedra di Canto Corale e Storia della Musica al Liceo di Albino (Bergamo) ed è inoltre Direttore Artistico (2006) dell’Associazione di Promozione Sociale per la Cultura "Le 7 Note".


"IL ROMANTICISMO DESCRITTO DAL PIANOFORTE"

Programma:

Felix Mendelssohn Bartoldy, 1809-1847
Preludio-Studio da concerto, op 104 A n°2
allegro agitato

Fryderyk Chopin, 1810-1849
Notturno in do# minore, op.27 n°1
Larghetto, Più mosso/Agitato, Tempo I
Polacca  in do# minore op.26 n°1
Allegro appassionato, Meno mosso, Tempo I

Robert Schumann, 1810-1856
Des Abens, op.12 helf 1 (dai Fantasiestucke)
Sehr innig zu spielen

Johannes Brahms, 1833-1897
Rapsodia, op.79 n°2
Molto appassionato ma non troppo allegro

 

Note al programma

Felix Mendelssohn Bartoldy, 1809-1847
Preludio-Studio da concerto, op 104 A n°2

A diciassette anni scrisse l'Ouverture per il Sogno di una notte di mezza estate, dall'omonimo lavoro teatrale - Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, forse il suo primo grande successo.
A Parigi nel 1825 ebbe modo di conoscere Gioachino Rossini, Giacomo Meyerbeer e Luigi Cherubini, responsabile in parte della carriera musicale poi intrapresa da Felix, avendo dato un favorevole giudizio al quartetto in si minore op. 3 (dedicato a Goethe). Mendelssohn ebbe il merito di riportare alla luce la musica di Johann Sebastian Bach, caduta in oblio in quel periodo, in particolare la Passione secondo Matteo (mai più interpretata dalla morte di Bach), di cui diresse un'esecuzione (non integrale e rimaneggiata nella strumentazione dal giovane Mendelssohn stesso) nel 1829, con un grande successo che gli permise di guadagnare un'ottima reputazione, e i cui effetti di riscoperta verso la musica bachiana durano tutt'oggi.

Fryderyk Chopin, 1810-1849
Notturno in do# minore /Polacca  in do# minore
Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia. Tra questi si trovano le Mazurche, le Polacche, il Krakowiak e la Fantasia su arie polacche (i notturni – anticamente musica per il notturno, ovvero per la digestione -  hanno una collocazione differente, più intima e sognante).
L'amore del musicista per la sua patria polacca è stato ampiamente ricambiato: in Polonia Chopin è considerato un vero e proprio eroe nazionale. A lui sono state dedicate banconote, l'aeroporto di Varsavia, monumenti (famoso quello eretto nel 1926, distrutto dai nazisti dopo l'occupazione nella seconda guerra mondiale e successivamente ricostruito), vie e svariati premi. Nella capitale Varsavia esiste inoltre un teatro dedicato solo ed esclusivamente alle sue composizioni, in cui tutto l'anno si alternano svariati esecutori.

Robert Schumann, 1810-1856
Des Abens, op.12 helf 1 (dai Fantasiestucke)

Il suo stile, ricco di sfumature ma sempre chiaro e preciso nella condotta delle parti, è espresso attraverso un uso dell'armonia assai personale, che, come avviene per i suoi grandi contemporanei (in particolare Chopin e Liszt), si rende immediatamente riconoscibile all'orecchio dell'ascoltatore, soprattutto nei piccoli e numerosissimi brani per pianoforte per i quali è giustamente noto. Ed è proprio in questi ultimi, piuttosto che nelle sue pur mirabili grandi composizioni per orchestra e per strumento solista ed orchestra, che Schumann raggiunge senza dubbio la vetta più alta e più tipica della sua arte. Ad ogni modo, sebbene a tratti strumentalmente imperfetta, la produzione orchestrale di Schumann - compresa la tanto discussa opera "Genoveva" - occupa un posto fondamentale nella musica, ponendosi come punti di riferimento dei canoni romantici, non meno di quanto avvenga per capolavori pianistici come il "Carnaval", gli "Studi sinfonici", le dieci fughe e le Sonate. I Phantasiestücke op. 12 (1837; n. 7: probabilmente già nel 1836, ovvero Studi Fantastici), sono delle vere perle pianistiche, descrittive di momenti della natura (Des Abens / L’Alba), o implicazioni sanguigne e sentimentali (Aufschwung / Slancio).

Johannes Brahms, 1833-1897
Rapsodia, op.79 n°2

A vent'anni, nel 1853, Brahms ebbe alcuni degli incontri più significativi della sua vita: prima il grande violinista Joseph Joachim, con il quale iniziò una lunga e proficua collaborazione; poi fu proprio Joachim a presentarlo a Franz Liszt (e Brahms si addormentò, durante l'esecuzione del maestro!), ma soprattutto lo introdusse in casa Schumann: il rapporto con i due sarà fondamentale nella vita di Brahms. Schumann lo considerò immediatamente e senza riserve un genio, e lo indicò nella sua Neue Zeitschrift für Musik (una rivista musicale fondata a Lipsia da Schumann stesso) come il musicista del futuro; Brahms, per parte sua, considerò Schumann il suo unico e vero maestro, restandogli vicino con devozione fino alla morte. Il legame con la moglie Clara Wieck Schumann durò fino alla morte di lei; Brahms le sopravvisse meno di un anno.
L'attività concertistica di Brahms continuò fino agli anni settanta, spesso insieme con Joachim, parallelamente alla composizione e alla direzione d'orchestra.
Molti contemporanei lo considerarono il successore di Ludwig van Beethoven, e la sua Prima sinfonia fu descritta da Hans von Bülow come «la Decima di Beethoven».

 
     
   
 
 
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