"SETTIMANA NAZIONALE DELLA MUSICA A SCUOLA - 3/7 MAGGIO 2010"
Duo Clarinetto e Pianoforte - Fabio Morzenti e Donato Giupponi
Mercoledì 5 maggio 2010 -
I.S.I.S. Romero di Albino, Sala Audiovisivi
CLARINETTO: FABIO MORZENTI
Si diploma in clarinetto presso il Conservatorio Statale di Brescia nel Giugno 1993; seguono i corsi di perfezionamento per clarinetto a Verbania negli anni ’93, ’94 e ’95 tenuti dal M° Primo Borali nello stesso tempo, collabora come solista proponendo il quintetto KW 581 di W.A.Mozart e il quintetto in Si bemolle maggiore op.34 di C. Maria Von Weber per clarinetto e archi, con formazioni cameristiche quali quartetto di clarinetti, quintetto di fiati e con orchestre di Milano (concertante d’archi, università cattolica, piccola orchestra sinfonica del Rotary club Milano Giardini).
Nel 1994 risulta idoneo per l’orchestra dei giovani del mediterraneo, finalista per l’orchestra del teatro regio di Torino con il clarinetto piccolo, e vincitore del 3° posto al concorso internazionale di Tortona nella categoria solisti.
Dal 1997 al 2000 studia Direzione d’Orchestra con il M° Pierangelo Gelmini.
Nel 1999 viene chiamato alla direzione dell’Orchestra Mediolanensis di Milano, nello stesso anno alla direzione del complesso strumentale di Brembate di Sopra risulta vincitore assoluto in seconda categoria al II° Concorso di Classificazione delle Bande Musicali tenutosi a Brescia.
Nel 2000 ottiene l’incarico dell’allestimento dell’opera “La Traviata” di G.Verdi dal complesso musicale “G.Donizetti” di Brembate di Sopra e risulta idoneo alla partecipazione in qualità di effettivo al corso speciale per Direttori d’Orchestra tenutosi a Riva del Garda (TN) dal M.° Isaac Karabtchevsky.
Nel 2004 fonda con un gruppo di giovani l’Associazione Culturale “Corpo Musicale di Brembilla” di cui ne è attualmente il direttore artistico (www.musicabrembilla.it) e vanta attualmente più di 100 soci.
Programma:
Igor Fëdorovič Stravinskij, 1882-1971
dai Tre Pezzi: n° 3
(clarinetto solo)
Valentino Bucchi, 1916
Concerto: moderato, presto, andante, epilogo (presto, andante)
da “Carte fiorentine”, n° 2
(clarinetto solo)
Camille Saint-Saens, 1835-1921
Sonata, op. 167
Allegretto, allegro animato, lento, molto allegro, allegretto
Leonard Bernstein, 1918-1990
Sonata
Grazioso, andantino, vivace e leggiero
Jules Semler Collery, 1902-1988
Reverie et Scherzo
Note al programma
Igor Fëdorovič Stravinskij, 1882-1971
dai Tre Pezzi: n° 3 - clarinetto solo
Di tutti i musicisti russi, Stravinskij è senz’altro il più originale ed eclettico. Dotato di una ritmica innovativa e ricchissima, colpisce per la sua imprevedibilità unica, capace di riassumere interi generi musicali antichi e contemporanei, classici e moderni.Non è casuale trovare veri momenti jazzistici e spunti operistici, contrappunti oppure improvvisazioni e tutto in un’unica opera…. Stravinskij appunto.
Valentino Bucchi, 1916
da “Carte fiorentine”, n° 2 - clarinetto solo
La seconda parte del Concerto - che si sviluppa nel suo insieme con la seguente ossatura: moderato, presto, andante, epilogo (presto, andante) – è tratta da questa singolarissima opera, in cui l’autore immagina una realistica descrizione delle “carte fiorentine” appunto, ancora oggi diffusissime specialmente per rilegare libri o per rivestire gli interni dei mobili antichi.
Forse non ci si fa caso, ma ne esistono di cinque/sei tipi precisi, con giochi di colore e simbologie costanti, come il classico giglio fiorentino che torna quasi sempre con differenti modalità.
Camille Saint-Saens, 1835-1921
Sonata, op. 167
Splendida sonata al sapore impressionista, divisa nella tradizionale forma a quattro tempi: allegretto, allegro animato, lento, molto allegro/allegretto.
Il I tempo, lascia grande respiro al clarinetto, vero protagonista nella parte introduttiva, via via, in costante e crescente dialogo col pianoforte. Anche il II secondo tempo è chiaramente un gioco d’imitazioni fra i due strumenti , mentre il III tempo (lento), è un’intensa ricerca sonora, esasperata fino al massimo della sonorità e viceversa ai minimi termini: a contrastare i due estremi, pure l’estensione, particolarmente grave e calda nelle tinte più delicate.
Chiude una frenetica e vibrante prova di bravura (IV tempo), in un agilissimo arabesco, chiuso sulla ripresa del tempo I, a chiudere simbolicamente l’intera sonata in modo ciclico ed unitario.
Leonard Bernstein, 1918-1990
Sonata
Ci troviamo di fronte alla pagina forse più importante ed ostica mai stata concepita per duo clarinetto/pianoforte.La composizione (grazioso, andantino, vivace e leggiero), è di una notevolissima difficoltà tecnica e – tipico di Bernstein – ritmicamente di una vitalità strepitosa.
Le armonie sono decisamente all’avanguardia, con una gamma infinita di cromatismi e suoni dissonanti, resi ancora più vivi dai sapienti cambi timbrici che costringono i due esecutori a balzi continui fra suoni acuti e gravi.
Jules Semler Collery, 1902-1988
Reverie et Scherzo
Composizione all’inizio molto liricheggiante, sempre guidata da una melodia ben riconoscibile e orecchiabile, che ben presto lascia campo allo scherzo conclusivo, che rimbalza con bravura sopra un preciso iter armonico dettato dal pianoforte. L’autore, semisconosciuto, è stato un compositore, direttore d'orchestra e insegnante. Suo padre, un direttore d'orchestra, è stato il suo primo insegnante di musica, successivamente ha frequentato il Conservatorio di Parigi, poi si perfeziona con Vincent d'Indy e Paul Vidal. Alcuni dei suoi concerti sono inclusi nell'elenco delle opere obbligatorie presso il Paris Conservatoire National Superieur, dove Semler-Collery spesso è stato Presidente della giuria. |
|