"SETTIMANA NAZIONALE DELLA MUSICA A SCUOLA - 3/7 MAGGIO 2010"
Duo Basso Tuba e Pianoforte - Andrea Magni e Donato Giupponi
Venerdì 7 maggio 2010 - I.S.I.S. Romero di Albino, Sala Audiovisivi
BASSO TUBA: ANDREA MAGNI
Andrea Magni nasce a Merate, in provincia di Lecco, nel 1984.
Inizia gli studi musicali all’età di 9 anni, ma solo dopo aver provato diversi strumenti decide di dedicarsi allo studio della Tuba.
Nel 2004 entra nel Conservatorio “E. F. dall'Abaco” di Verona sotto la guida del Maestro Giovanni Gatti, dove attualmente studia per la preparazione al diploma.
Nel 2007 prende l'idoneità alla OGI, Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole a Firenze.
Nel 2008 entra a far parte della OFSI, Orchestra Fiati Svizzera Italiana.
Ha partecipato a Masterclass con personaggi di fama internazionale come James Gourley, Michelle Bequet, Philp Smith, Fred Miles ex Canadian Brass, Rudy Colusso, Rino Ghiretti.
Svolge una intensa attività concertistica in Italia e Svizzera, sia in formazioni che come solista.
Programma:
Girolamo Frescobaldi, 1583-1643
Canzon Prima
dalle “Canzoni per basso solo e basso continuo,
per sonare con ogni sorte di stromenti”
Georg Philipp Telemann,
1681-1767
Sonata in fa minore
andante cantabile, allegro
Antonio Vivaldi, 1678-1741
Concerto: largo, allegro
Benedetto Marcello, 1686-1739
Concerto in Fa maggiore:
adagio, allegro, adagio, allegro
trascrizione dall’originale per violoncello e orchestra
N.B.: Verranno eseguiti alcuni estratti, in base al tempo a disposizione e alle classi coinvolte
Note al programma
G. Frescobaldi, 1583-1643
Canzon Prima
La composizione si colloca in un lasso di tempo breve ma molto significativo, perché sperimentale. Infatti, l’utilizzo solistico degli strumenti, anticamente era pochissimo praticato dato che venivano utilizzati in sostituzione, o come raddoppio della voci, incontrastate dominatrici dell’era antica.
Una vera e propria letteratura strumentale non esisteva se non a partire dal XVI secolo e i primi curiosi tentativi, sono delle “Canzoni per basso solo e basso continuo, per sonare con ogni sorte di stromenti”, proprio per valutarne in pratica, la resa complessiva.
Si aggiunga che anche le fattezze di quegli strumenti, sono ancora molto grezze così come l’intonazione, ma forse non è questa la bellezza e la caratteristica peculiare di quei bei tempi andati?
G. P. Telemann, 1681-1767
Sonata in fa minore
Dice in proposito il grande critico musicale Eduardo Rescigno: "...Uomo di vasta cultura e di vari interessi, [Telemann] si accosta alla musica per vocazione, da dilettante e per tutta la vita conserva nei confronti dell'arte musicale un rapporto di felice partecipazione umana, ben lontano dal rigido professionalismo di molti suoi colleghi...Scrive molto, tutto quello che i suoi vari uffici gli impongono di scrivere; ma da buon dilettante - cioè da uomo di cultura che si è avvicinato alla musica soprattutto per passione - scrive prevalentemente per i dilettanti, per farsi eseguire da altri appassionati di cui conosce perfettamente i limiti e le preferenze, instaurando un vivo rapporto tra il compositore ed il suo pubblico….." La sonata proposta è in tre tempi: andante, cantabile, allegro.
A. Vivaldi, 1678-1741
Concerto: largo, allegro
Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Non trascurò inoltre l'opera lirica. Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra. Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo, soprattutto tedeschi, tra cui Bach, Pisendel e Heinichen. Come avvenne per molti compositori del barocco, dopo la sua morte il suo nome e la sua musica caddero nell'oblio. Fu grazie alla ricerca di alcuni musicologi del XX secolo, come Arnold Schering, Marc Pincherle, Alberto Gentili e Alfredo Casella, che Vivaldi uscì dalla dimenticanza.
Benedetto Marcello, 1686-1739
Concerto in Fa maggiore
Benedetto, fratello di Alessandro Marcello, anch'egli compositore, era di famiglia nobile (nelle sue opere è frequentemente descritto come Patrizio Veneto) e, sebbene allievo di Francesco Gasparini, fu avviato dal padre a dedicarsi alla legge. Benedetto Marcello è spesso ricordato per il suo Estro poetico-armonico (Venezia, 1724-1727), lavoro che mette in musica, per voci e basso continuo i primi cinquanta Salmi, nella versione in parafrasi italiana realizzata da Girolamo Ascanio Giustiniani. Questi componimenti furono molto ammirati da Charles Avison, che con John Garth curò un'edizione con testi in inglese (Londra, 1757). Tra gli ammiratori dei Salmi di Marcello, si annoverano anche Goethe, Rossini e Verdi. Il famoso Adagio del Concerto per oboe, trascritto per strumento a tastiera da Johann Sebastian Bach e divenuto popolare ai giorni nostri grazie al film Anonimo veneziano (1970), è in realtà attribuibile al fratello Alessandro Marcello. Il Concerto in esame, è una trascrizione dall’originale per violoncello e orchestra, nella tipica alternanza barocca fra tempo adagio ed allegro (adagio, allegro, adagio, allegro).
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