Colori. Musica for "Season of Hope" - Gianluigi Troversi Trio
Gianluigi Trovesi: clarinetto/sax, Marco Remondini: violoncello/elettronics, Stefano Bertoli: percussioni, Paolo Zambon: voce narrante.
Venerdì 30 ottobre 2009 - Auditorium Città di Albino
In collaborazione con l'I.S.I.S. M.Mamoli di Bergamo.
Incontri fra suono (ciò che sento) e pittura (ciò che vedo), in un unico singolarissimo messaggio, che ha come costante ed unico tema: il colore.
Ogni opera pittorica (di artisti bergamaschi), è proiettata sopra un’enorme schermo, che troneggia al centro del palco: i musicisti sempre in penombra, a simboleggiare che non sono loro i protagonisti, ma sempre e solo i quadri, amplificati, ingigantiti e perché no, anche completati dall’esecuzione del Trio, sempre ispirato dall’argomento e dal titolo descrittivo di ogni opera.
1) Autore: Gianni Bergamelli, musicista e artista poliedrico, compagno di viaggio praticamente stabile dello stesso Gianluigi Trovesi, profondo conoscitore dei più svariati generi musicali.
Titolo del quadro: Pierrot, una dedica esplicita ad Arnold Schoenberg, al suo sistema Dodecafonico (tipica tecnica compositiva del ‘900) e alla sua opera più rappresentativa, ovvero il Pierrot Lunaire op.21. I colori sono il grigio e le tinte cupe, a dare un clima malinconico e sconsolato, ma abbiamo anche sfondi colorati, in riferimento alle maschere in generale e agli Zanni – tipiche espressioni locali - in particolare.
Tema musicale: Il ballo con l’amata Colombina, cioè la parte conclusiva dell’originaria opera, organizzata in più parti e chiuso da questo balletto semplice, pieno di dolcezza e velata felicità. In un contesto per lo più triste, si è voluto dare risalto all’unico momento di serenità.
2) Autore: Rino Carrara, formatosi all’Accademia Brera di Milano, è uno fra i più autorevoli rappresentanti locali di Arte Informale.
Titolo del quadro: Labirinto, è la rappresentazione del cucìto, ovvero il recupero paziente e certosino di qualcosa da riparare, da ricostruire, come una cosa che è stata lacerata, che da ritmo all’opera stessa.
I colori utilizzati sono il bianco e il nero, i non colori, come a sfidarsi, a sfiancarsi fra opposti, il positivo ed il negativo, il bene ed il male.
Tema musicale: Ottimismo e Pessimismo, il bianco come idea di serenità a tutti i costi, come fossimo in un cartone animato (come nel “La Pantera Rosa”), in cui il protagonista, non vedendo mai il pericolo, riesce a vivere in un ottimismo irreale che lo rende immune da qualsiasi problema; il nero come sinonimo di paura, tensione, negatività e terrore, che va a compensarsi col suo opposto.
3) Autore: Calisto Gritti, specialista nel campo del restauro (anche figlio d’arte), infatti il colore è sempre trattato come fosse coperto da un velo di polvere, un non so che di mistico, di arcaico.
Titolo del quadro: Margini, è un’ immagine ingombrante tutta rossa, che prende la quasi totalità della tela, la rappresentazione della vita, del sangue, delle passioni, di temperamento ed intensità.
Tema musicale: Il Tango, ovvero il ballo più sanguigno e passionale che esista, eseguito dal solo violoncello, in un assolo spiazzante e di alta tecnologia. Con l’ausilio informatico di un computer, si sovrappongono semplici motivi ostinati, in una stratificazione che diviene orchestrale, poi modificata con suoni ed effetti elettronici: il risultato è sorprendente e pure passionale, con delle folate di vento che via via sostituivano il suono degli strumenti registrati in precedenza: alla fine questi soffi, parevano respiri, come due ballerini che, giunti al termine di un travolgente ballo, si concedono un attimo di tregua prima di riprendere il loro serrato movimento.
4) Autore: Trento Longaretti, pittore da sempre affascinato dalle tematiche razziali: gli ebrei, con i loro usi e costumi, con le loro tribolazioni e con l’olocausto in primo piano, forniscono un’infinita gamma di stimoli per denunciarne le brutture e le ingiustizie sociali, i crimini contro l’umanità e per lasciarne un ricordo indelebile e concreto ai posteri.
Titolo del quadro: L’ebreo, è un triste personaggio che occupa centralmente la tela, col suo profondo senso di desolazione (la metafora del grigio e dei colori grigiati, in un senso di disagio profondo). La speranza di un futuro migliore, è data da un libro saldamente tenuto fra le mani dal protagonista, come a simboleggiare che la parola, la cultura, l’attaccamento alle proprie antichissime origini e tradizioni, possa essere una possibilissima via d’uscita, in cui confidare per risollevare le proprie sorti.
Tema musicale: Fra popolare e tradizionale, è un costante rimpallo di motivi caratteristici della cultura ebraica, in un tipico botta e risposta fra tutti gli strumenti impiegati.
5) Autore: Mino Marra, naturalista, ossessionato dal tema costante delle formelle, ovvero la divisione della tela, in pannelli, da utilizzarsi per rappresentarne delle precise simbologie.
Titolo del quadro: Paesaggio umano colline continue, è uno spazio diviso in 32 pannelli, dai toni simili, ma declinati in modi diversi, come in natura. Il tentativo di descrivere il paesaggio collinare, sempre diverso, ma anche ripetitivo e cadenzato, nell’infinito orizzonte che va perdendosi a vista d’occhio…..
Tema musicale: Il Ritmo, è un gioco organizzato in 32 pulsazioni (come i pannelli), ma anche in 16, oppure in 8 (ovvero in rapporto preciso e matematico, con il tema iniziale), come ricerca di un suono ossessivo che ritorna come il colore e le forme del quadro, saltando da un pannello all’altro, come l’antico e infantile il gioco del Mondo, che passa da un riquadro all’altro, in modo imprevedibile, simile per certi aspetti, ma sempre differente.
6) Autore: Attilio Stefanoni, il tema prediletto da questo autore è lo spazio, che diviene parte integrante dell’immagine, sono a confonderla, ad annullarla, a superarla…..
Titolo del quadro: Senza ritorno, viene rappresentato un uomo che pare galleggiare nella tormenta. Un senso di gelo, di fatica, di stanca… L’immagine si confonde con lo spazio, come fossimo in un sogno: saremo noi così audaci da desiderare abbastanza ciò in cui crediamo?...ci abbandoneremo prima, ci accontenteremo, o avremo la pazienza e la tenacia di arrivare a realizzarli?...dipende solo da noi stessi, il cercare di realizzarli….saremo così audaci??
Tema musicale: L’attimo, che è spiegato con una musica dolorosa, triste, che procede come in un viaggio senza ritorno, perdendosi nel caos, nel dubbio, come in una tormenta gelida e che non perdona. Mille e mille volte veniamo presi dal dubbi: ce la faremo oppure no, sapremo essere pronti, o ci butteremo via?…. Quel che è certo è che l’occasione giusta arriverà e a tutti, ma una sola volta …. e se ce la lasceremo scappare via, non tornerà più indietro…L’importante sarà farsi trovare pronti e provarci, così - comunque vada - non avremo rimpianti per il futuro, perché ne sarà valsa comunque la pena.
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